PIRRO LIGORIO E LA STORIA CRISTIANA DI ROMA

Nota del curatore
Carmelo Occhipinti

 

Le Antichità romane di Pirro Ligorio, rimaste manoscritte nelle due principali redazioni conservate a Napoli (Biblioteca Nazionale) e Torino (Archivio di Stato), sono il risultato dei lunghi anni di ricerca trascorsi a Roma, tra i papati di Paolo III e Pio IV, e poi a Ferrara, sotto la protezione di Alfonso II d'Este.
La difficoltà di sottoporre a elaborazione informatica un’opera così vasta imponeva qui una scelta rigorosamente tematica di brani, sottratti per necessità ai rispettivi contesti; tale scelta ha inteso evidenziare, almeno, una sempre più approfondita conoscenza, da parte di Ligorio, delle fonti storiche relative alle vicende postclassiche dei monumenti di Roma, nonché delle fonti mitogratiche tardoantiche e cristiane: una conoscenza favorita dal fervore editoriale che contraddistingueva l'epoca del Concilio di Trento. Erano infatti gli anni in cui le armi della filologia umanistica venivano impugnate a difesa dell’intera tradizione pontificia contro l’offensiva protestante, allo scopo di proclamare una visione della storia cristiana dell’Urbe che fosse di validità universale.
Si è quindi proceduto ad indicizzare elettronicamente i testi trascritti, per consentire non solo di ricercare parole, ricavare frequenze e concordanze, di identificare antroponimi, toponimi (citati anche in relazione alle fonti storiche) e oggetti diversi (pitture, statue, monete, iscrizioni, sante reliquie e icone, in riferimento ai luoghi di conservazione, chiese o collezioni private); ma pure di evidenziare le fonti stesse adoperate dallo scrittore, in modo da ricostruirne il sistema di lavoro e, quindi, risalire ad un’ideale biblioteca di antiquaria, intesa in senso sia profano sia ecclesiastico. Solo così è stato possibile far emergere un quadro di competenze storiche aggiornate sulla storiografia papale (si pensi al Liber pontificalis), sui testi latini e bizantini, tardoantichi e medievali recentemente rivalutati; ma è stato al tempo stesso possibile evidenziare le competenze mitografiche di Ligorio, basate su testi postclassici, anche d’età patristica, nei quali si dischiudeva quella visione moralizzata del politeismo pagano cui la cultura allegorica cinquecentesca stava guardando con rinnovata attenzione. L’archivio digitale è stato in tal modo pensato per costituire un’appendice preziosa al volume di prossima pubblicazione, nelle Edizioni della Normale, Ligorio e la storia cristiana di Roma (da Costantino all’Umanesimo).

  1. L’Antichità di Roma: cronologia, problemi testuali e struttura dell’opera.
  2. Pirro Ligorio: cenni biografici.
  3. Elenco dei manoscritti spogliati
  4. Norme redazionali.
  5. Guida alla consultazione (a cura di Tiziana Conti)